(Uno speciale ringraziamento a Gianni Mura da tutto lo staff di Liberi Nantes.)
QUELLI CHE GIOCANO PER GLI ULTIMI DEL MONDO
di Gianni Mura
Matatu, Dudù e Rukelie. Di questo si tratta oggi. Se qualcuno s´aspettava Milan e Inter, pazienza. Matatu, Dudù e Rukelie sono storie di sport, una presentata ieri a Milano col titolo “Altri mondiali”, una in piedi a Roma dall´ottobre 2007, una è finita nel 1943 ma in un certo senso non è mai finita. Matatu è, in larga parte dell´Africa, il nome del veicolo più usato. Un pullmino che dovrebbe contenere, oltre all´autista, da 9 a 11 passeggeri. In teoria. In pratica, molti di più. Si sa che parte e probabilmente arriva. Gli orari sono molto elastici. Su un pullmino di questi, da Nairobi, partiranno operatori italiani con tutta l´attrezzatura (porte da calcetto, palloni, divise, tirarighe) e si fermeranno lungo la strada, nei villaggi, nelle periferie, facendo giocare i bambini e chi avrà voglia di giocare. Tappe nelle città di Dar Es Salaam (Tanzania), Lusaka (Zambia), Harare (Zimbabwe), Maputo (Mozambico), Mbabane (Swaziland), Johannesburg e Capetown (Sudafrica). In molte di queste città si appoggeranno alle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale della Lombardia (più di 100 ong) riunite sotto un bel nome: CoLomba.
Dudù è una tartaruga, una mascotte e una cosa molto seria, poiché le sue lettere richiamano la Dichiarazione Universale dei Diritti dell´Uomo. Dudù è la mascotte di una squadra di calcio interamente formata da richiedenti asilo e rifugiati, da migranti ospitati nei Cto di Roma e provincia. Si chiama Liberi Nantes, la squadra. E´ affiliata all´Uisp e disputa il campionato della Figc di terza categoria. La maglia è colore azzurro Onu e sul petto ha il logo-patrocinio dell´Unhcr. La squadra cambia in continuazione. Attualmente c´è una maggioranza di afghani, ma anche giocatori del Corno d´Africa, del Burkina Faso, del Togo, della Costa d´Avorio, della Nigeria. Il presidente si chiama Gianluca Di Girolami. «A fine `800 sulle rive del Tevere un gruppo di ragazzi fondò la Liberi Nantes, in opposizione al Rari virgiliano, che suonava un po´ elitario. A distanza di oltre un secolo abbiamo rilanciato questo nome perché siamo convinti che abbia legami forti con una concezione di sport universale, dai tratti egualitari e libertari, che per me e i miei amici era e resta l´unica cui ispirarsi».
Il diritto d´asilo per molti resterà un sogno. Su mille abitanti, dice Di Girolami, l´Italia ha una percentuale d´accoglienza dello 0,8, contro 5 della Francia, 7 di Germania e Danimarca. Ma già un pallone, una squadra, è qualcosa che aiuta a uscire dalla terra di nessuno in cui si trovano, fisicamente e psicologicamente, quelli arrivati in Italia con storie terribili alle spalle. «Che a volte raccontano, a volte no. Noi non li forziamo. Ma s´immagini cosa può succedere in una prigione libica o su una montagna turca». Da poco i Liberi Nantes hanno lanciato, per le ragazze («la parte più esposta e indifesa, tra i migranti») il touch rugby, con un certo successo. «Il sorriso di una somala che non sorrideva da quattro mesi». Virgilio avrebbe apprezzato, lui che aveva raccontato di una città distrutta, di una guerra lunghissima, di una fuga per mare, di un naufragio. Sul sito www.liberinantes.org chi dei lettori apprezza troverà gli estremi per un versamento. I soci fondatori fanno i salti mortali, ma anche in terza categoria l´affitto del campo a Pietralata, le divise, i biglietti del metrò , le pizze (non di più) costano.
Rukelie era il soprannome di Johann Trollmann, nato nel 1907, pugile di etnia sinti, campione di Germania dei pesi medi (ma combatteva anche tra i mediomassimi). Un bel ragazzo bruno, una specie di Clay stando ai racconti dell´epoca, un ballerino del ring. Nel 1933 a Berlino conquista il titolo battendo per ko al sesto round il puro ariano Adolf Witt. Il presidente della federboxe, il gerarca nazista Georg Radamm, sale sul ring e ordina di annullare l´incontro, il pubblico insorge, il vincitore è Trollmann, che piange per la commozione che gli dà una solidarietà inattesa. Ma la cosa non può finire lì: una settimana dopo gli tolgono il titolo, con la motivazione che «le lacrime non erano degne di un vero pugile». Il mese dopo è costretto ad affrontare Gustav Eder, ma con la proibizione di muoversi dal centro del ring, di schivare i colpi coi suoi «movimenti animaleschi» e la sua «eleganza effeminata». Era la condanna al massacro, e lo zingaro, come lo chiamavano con evidente disprezzo, la affrontò con coraggio e ironia: il corpo coperto di farina bianca, i capelli tinti di giallo, la parodia d´un ariano. A guardia bassa, senza schivare un colpo, andò giù alla quinta ripresa. Poi , come esigeva la legge, si fece sterilizzare, divorziò per non creare problemi alla sua famiglia, fu chiamato sul fronte russo e nel ´42 arrestato dalla Gestapo e internato a Neuengamme, vicino Amburgo. Le guardie si divertivano a dargli un paio di guantoni, una doppia razione di cibo perché resistesse in piedi più a lungo, e un sacco di botte. Quando non fu più in grado di reggere nemmeno quell´umiliazione, gli spararono. Era il detenuto 721/1943. Solo nel 2003 ai suoi eredi fu consegnata la sua cintura da campione. Ho letto questa storia sull´Unità a inizio gennaio, raccontata da Roberto Brunelli, e ho pensato che avrei aspettato il momento buono per farla conoscere. Il momento è adesso.
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| 29 | Calcio San Basilio | 14 | Nuova Leonina Pietralata |
| 25 | Albarossa 2011 | 14 | Real Tivoli |
| 20 | Riofreddo | 9 | Liberi Nantes |
| 20 | Colle Salario | 6 | Cineto Calcio |
| 19 | Castel Madama | 5 | Tiburtina |
| 19 | Medullia 1174 A.C. | 4 | Pro Sette |
| 17 | La Fenice Arsoli | ||
| 15 | Real Vallinfreda | ||
| vs | ||
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marzo 16th, 2010 at 15:40
grazie per averlo pubblicato. tutto
marzo 20th, 2010 at 08:47
cari Liberi Nantes siamo stati accomunati dall’articolo del grande Mura. sono Michele Papagna, Altropallone.
la storia del Matatu che parte da Nairobi e arriva a Johannesburg ce la siamo inventati con un gruppo di ragazzi keniani e italiani.
ma perchè non facciamo un AltriMondiali Milano-Roma? una partita, un “incontro” tra periferie del mondo. a giugno, ai primi di luglio…
parliamone. Michele 3922082572 altropallone@altropallone.it